Arriva a Frosinone il Vintage market che si svolgerà il prossimo 13 aprile in piazza Norberto Turriziani.
Una sorta di mercatino delle pulci che può diventare un interessante esperimento a patto che sia un vero mercatino delle pulci o che sia un vero mercato vintage.
A sentire alcuni operatori invece sembrerebbe che di vintage ci sia ben poco, molte cineserie, pochi affari e questo sarebbe un limite che però è più degli operatori che altro.

Queste iniziative però, pur lodevoli, non dovrebbero essere monitorate dall’assessorato al Commercio o al centro storico?
Perché in altri parti della regione e d’Italia i mercatini vintage sono un vero spasso e delizia, soprattutto per quello di interessante che ci si può trovare. Ovviamente tante cose vecchie, appunto vintage, che possono essere recuperate, riadattate, oppure trovare pezzi introvabili di suppellettili, oggetti vari.
Così come anche i mercatini dell’antiquariato. Se fatti per bene e con le associazioni degli antiquari meglio strutturate possono diventare una attrazione in ogni città, come il mercato dell’antiquariato ad Albano Laziale che per molto tempo è stato metà ogni 15 giorni di migliaia di visitatori.
Anche nel vintage si può alzare il livello del mercato e proporre anche il baratto, per esempio. Gli assessori competenti hanno visionato il programma di queste iniziative?
Un altro aspetto poi sembra essere di sicuro interesse, ovvero le modalità con le quali viene organizzato il mercatino vintage e comunque i mercatini in generale.
Sembrerebbe che coloro che vogliono partecipare al mercatino debbano versare una quota agli organizzatori per lo spazio da occupare. Una somma sembrerebbe risibile, ma le ricevute vengono fatte?
Ma soprattutto i soldi raccolti servono per pagare il suolo pubblico occupato per la manifestazione? Gli assessori e gli uffici sovrintendono a tutto ciò, compresa la polizia locale?
Esiste un regolamento per la realizzazione di questi mercatini? Chi sono i soggetti demandati al controllo e alla verifica degli spazi e degli eventuali pagamenti del suolo pubblico. Perché nella maggior parte dei comuni basta pagare un bollettino al comune per avere diritto allo spazio.
Nel caso di associazioni che aderiscono sono quest’ultime ad accollarsi le incombenze burocratiche compreso il pagamento del suolo pubblico ma sempre rendicontato. I dubbi invece ad oggi sembrano restare sulle modalità utilizzate.
Dubbi che andrebbero fugati, a totale vantaggio degli organizzatori, degli espositori e dei cittadini