I lavori di ristrutturazione del Poliambulatorio “U. Barberini” stanno creando disagi ai cittadini, costretti a spostarsi presso la sede di Villa Albani per usufruire di servizi essenziali come il centro prelievi e l’ufficio scelta e revoca del medico.
Proprio poche settimane fa avevamo documentato, come laspunta.it la situazione dei locali di villa Albani al limite della praticabilità. Ora questi locali dovranno ospitare anche i cittadini di Nettuno che hanno visto chiudere il Poliambulatorio Barberini.
La chiusura temporanea della struttura ha generato malcontento tra gli utenti, molti dei quali lamentano scarsa comunicazione da parte della ASL Roma 6 e difficoltà logistiche nel raggiungere la nuova sede.


A destare perplessità non è solo l’interruzione dei servizi, ma anche la gestione dei fondi stanziati per l’opera. Il progetto, finanziato con 1,77 milioni di euro (di cui 1,55 milioni provenienti dal PNRR), dovrebbe trasformare il Poliambulatorio in una Casa di Comunità.
Tuttavia, i cittadini si chiedono se tali fondi saranno effettivamente sufficienti per completare i lavori nei tempi previsti o se si rischia l’ennesima opera incompiuta.
“Invece di migliorare l’accesso ai servizi sanitari, ci troviamo con una struttura chiusa e nessuna certezza sui tempi di riapertura”, denuncia un residente. “Chi ha problemi di mobilità è penalizzato e non tutti possono facilmente spostarsi altrove“.
La stessa ASL Roma 6 ha promesso la fine dei lavori all’ospedale di Anzio per il 19 aprile, con l’importante attivazione di una terapia intensiva e una semi-intensiva. Anche in questo caso, la comunità attende con speranza e preoccupazione il rispetto delle scadenze, consapevole che troppe volte i lavori promessi si sono trasformati in lunghe attese e ritardi ingiustificati.
A tutto questo si aggiunge un’altra incognita: nel 2019 erano stati promessi 5 milioni di euro per l’ospedale di Anzio, ma ad oggi non è chiaro se questi fondi siano mai stati realmente utilizzati.
E’ indubbio che l’ospedale Riuniti necessiti di un intervento strutturale e la situazione in cui versa la struttura è sotto gli occhi di tutti, con carenze strutturali e di personale che mettono a rischio l’operatività dell’ospedale. Si manterranno gli impegni? I Sindaci riusciranno ad incontrare i vertici della regione e della ASL per farsi dare rassicurazione e tempi d’intervento certi? Il timore è che, senza interventi immediati, l’ospedale possa addirittura subire ulteriori ridimensionamenti.
L’ASL Roma 6 ha assicurato che i lavori procederanno secondo i piani, ma sarebbe utile anche avere contezza e trasparenza sulla gestione dei fondi e dimostrare una reale volontà di potenziare i servizi; altrimenti la preoccupazione della comunità sarà destinata ad aumentare. I cittadini chiedono risposte concrete, non promesse destinate a restare sulla carta.