L’area della Barbuta non ha pace: tra l’ex campo rom istituzionale, l’Appia Antica e l’abitato di Ciampino, il traffico illecito di rifiuti non si è mai fermato.
Appena due giorni fa è infatti stata scoperta l’ennesima discarica abusiva nell’area dell’ex complesso alberghiero “Alta Quota”, operativa da anni nonostante i precedenti sequestri per attività riconducibili allo stoccaggio di rifiuti speciali.
La discarica, stando alle parole dei finanzieri, avrebbe potuto mettere a rischio la salute pubblica contaminando il suolo attraverso l’assorbimento di scorie nel terreno.

“Sono passati cinque anni dalla chiusura del villaggio monoetnico della Barbuta, dal quale per lungo tempo si sono sollevati roghi tossici dovuti proprio allo smaltimento illegale di materiali di varia natura.” Dice Officine Civiche
“Officine Civiche all’epoca è stata in prima linea non solo per denunciare lo sviluppo di questi traffici, ma anche per gettare una luce sulla loro origine e dunque proporre una narrazione diversa da quella ziganofoba dominante, anche insieme alle famiglie rom e sinte che all’epoca frequentavano la nostra Scuola popolare.”
“A seguito di questo percorso di indagine, anche grazie al lavoro di alcune giovani giornaliste, avevamo messo in guardia le autorità capitoline che lo smaltimento dei rifiuti nell’area della Barbuta non si sarebbe fermato dopo la chiusura del campo, perché diversi interessi avevano individuato in quest’area la destinazione ideale per tale scopo.” Prosegue la nota di Officine Civiche
“Non solo discariche illegali, ma anche attività lecite e addirittura avallate dalle istituzioni, come ad esempio gli autodemolitori che il Comune di Roma avrebbe voluto spostare in blocco sui terreni della Barbuta, ipotesi per fortuna sventata grazie all’opposizione di cittadini e organizzazioni locali come la nostra. ” Sottolinea Officine Civiche.
“In quell’occasione furono proprio gli amministratori di Roma Capitale a dichiarare che l’area, in quanto ormai compromessa, non poteva avere vocazione diversa. A riprova di quanto un pensiero “nocivo” possa perfino diventare azione di governo.” Denuncia la nota di Officine Civiche che ripercorre alcuni eventi accaduti sul territorio.
“Pensiamo anche al drammatico incendio nell’estate del 2023 di un’attività privata di stoccaggio rifiuti, a pochi chilometri di distanza sempre lungo l’asse dell’Appia Antica. E infine le discariche abusive, dove vengono depositati materiali di risulta di aziende edilizie, rifiuti Raee, carrozzerie, pneumatici.”
“Insomma, il tratto ciampinese dell’Appia Antica sembra destinato alle continue aggressioni di un sistema-rifiuti fuori controllo, che vede la città di Roma intasata, senza soluzioni alternative e sostenibili, con un mega inceneritore all’orizzonte che sarà la pietra tombale sul futuro di un intero territorio.”
“Per quanto ci riguarda, continuiamo a sostenere che l’area protetta dell’Appia Antica debba essere tutelata nella sua interezza, preservando tutto il territorio che ne costituisce il contesto culturale, ambientale e sociale.”
“La Regina Viarum dovrebbe rappresentare un polmone verde, un’ancora di salvezza per la salute delle comunità che abitano lungo il suo percorso, invece si ritrova ad essere ancora una volta terra di conquista per interessi privati nocivi e coloniali sul territorio. Le persone che vi abitano attorno, sapranno come difenderla ancora una volta.” Conclude la nota Officine Civiche